Teoria logiche di base

La teoria delle logiche di base ipotizza che la costruzione esplicita della conoscenza si sviluppi anche in relazione a funzioni implicite del pensiero che svolgono il ruolo di prototipi dei possibili modelli di costruzione esplicita della conoscenza. Se vi è una collaborazione cognitiva, presumibilmente continuativa, tra esplicito e implicito, è quindi possibile individuare modalità di raccordo tra i due livelli che svolgano il ruolo di pattern dinamici regolativi della collaborazione cognitiva tra esplicito e implicito.

I pattern dinamici regolativi rappresentano le logiche di base che sono comuni alla formazione del pensiero linguistico e matematico e possono essere espresse da rappresentazioni spaziali come formato di transizione. Proprio in relazione al loro utilizzo nel pensiero linguistico e matematico, le logiche di base possono essere sistematizzate in due macro classi (sequenzialità e parallelismo) all’interno delle quali si distinguono tre classi (unione, separazione e correlazione) formate da due funzioni ciascuna: integrazione e sequenzialità (unione), individuazione e comparazione (separazione), derivazione e relazione (correlazione).

Tabella Teoria logiche di base

La teoria è stata applicata sinora nella scuola primaria e negli studi universitari, poiché è trasversale a più livelli di studio.

Riferimenti bibliografici

Come applicare la teoria delle logiche di base?