CORSI DI FORMAZIONE DOCENTI SCUOLA: Intelligenza musicale

Se l’intelligenza musicale è presente in misura spiccata solo in alcuni individui, ciò non preclude agli altri la possibilità di comprendere la musica e di sviluppare la capacità di ascolto, se non quella di composizione. Caratteristiche del pensiero musicale sono le abilità nel riconoscere il tono, o melodia, e il ritmo, cioè i suoni emessi a certe frequenze uditive e raggruppati secondo un sistema prescritto (Gardner, 1983: 124); il timbro, poi, è la qualità caratteristica di un suono.

Anche per quanto riguarda l’intelligenza musicale, la dipendenza da un unico canale percettivo non è così certa: infatti, se è chiaro che la percezione musicale dipende dal senso dell’udito, è pur vero che l’organizzazione e la struttura ritmica di un brano musicale possono essere appresi anche da individui non udenti.

Le caratteristiche che distinguono la composizione musicale e le modalità comprovate di insegnamento di questa materia possono servirci per avere un’idea di come apprende un individuo potenzialmente dotato di intelligenza musicale.

Il compositore Aarond Copland ci illustra come nasce un testo musicale. L’idea germinale, cioè il tema musicale, nel caso di quello che Copland definisce <>, il creatore di forme musicali, è il primo dato che, intuitivamente, il compositore si trova di fronte. Come completare l’idea germinale è un problema secondario: il compositore si serve di idee minori sussidiarie, simili o in contrasto, che servono appunto da collegamento, e che egli stesso accosta senza ancora trovare una conseguenzialità logica di relazione o di appartenenza. Successivamente, il compositore si pone il problema di creare i ponti, cioè il materiale di connessione, di collegamento, fra l’idea germinale e le idee minori, sussidiarie, in modo che il pezzo musicale acquisti la propria coerenza. A questa fase ne può seguire un’altra, di minore importanza, che consiste nell’allungamento dei pezzi: un processo per ampliare il materiale originale, ed arrivare a far sì che la composizione abbia le dimensioni volute. Infine, il momento fondamentale, e cioè la saldatura del materiale in un insieme coerente, detto la <> (Copland, 1954: 26).
Analizziamo, ora, alcuni metodi di insegnamento ideati per garantire le maggiori possibilità di acquisizione di informazioni musicali al maggior numero di individui: l’approccio dal basso all’alto, in cui vengono proposti, ai soggetti che ascoltano, toni singoli e schemi ritmici elementari, per poi condurli verso una sintesi dell’opera musicale, e l’approccio dall’alto verso il basso, in cui si presentano ai soggetti segmenti musicali consistenti, da scomporre. A questi due approcci è stato contrapposto un sistema, detto a mezza strada, che si è rivelato il migliore:<> (Gardner. 1983: 127).
E’ interessante notare come l’approccio a mezza strada e il sistema compositivo accennato da Copland siano simili, in quanto entrambi condividono una logica euristica di completamento dei pezzi musicali, basata sulla composizione, o sulla ricomposizione, di un’armonia originaria, ideata dall’autore o preesistente.

GRIGLIA DI RIFERIMENTO
INTELLIGENZA MUSICALE

• idea germinale
• idee sussidiarie
• integrazione e cordinamento delle idee: la “grande linea”
• frammenti musicali incompleti a ritmo chiaro
• paragonare i segmenti
• completare i pezzi