CORSI DI FORMAZIONE DOCENTI SCUOLA: Criteri insegnamento comportamentista

Il condizionamento rispondente e il condizionamento operante sono processi attivi e paralleli che si alternano e si affiancano nella relazione apprendimento-insegnamento: l’apprendimento può essere condizionato dall’attività di insegnamento, programmando la didattica secondo obiettivi espliciti di formazione generale e disciplinare; calibrando i contenuti rispetto agli standard prefissati; istituendo continue e regolari sessioni di valutazione (in itinere, oltre che finali) per la verifica dell’avvenuto apprendimento nel discente e per il controllo della validità dell’insegnamento.

È possibile effettuare una distinzione tra il tipo di insegnamento che riflette il condizionamento rispondente e quello che riflette il condizionamento operante.

Nella prospettiva del condizionamento rispondente, la validità dell’apprendimento è determinata dalla rispondenza al segnale: l’alunno, nel dare la risposta, la apprende ripetendola; l’insegnante esercita  il controllo sulla classe attraverso segnali, imponendo regole, sequenze, strutture di comportamento prima di tener conto della natura comportamentale dell’alunno.

 È perseguibile ogni comportamento che si adatta alle regole dell’insegnamento, la cui validità è determinata, a sua volta, dall’ottenere risposte modificate in situazioni specifiche.

Nella prospettiva del condizionamento operante, la validità dell’apprendimento è determinata dall’orientamento alla meta: l’alunno dà più di una risposta ed è orientato ad apprendere quelle di cui può constatare le conseguenze positive; l’insegnante esercita il controllo con rinforzi successivi alle risposte di chi apprende.

 È perseguibile ogni comportamento di apprendimento che si adatta agli obiettivi dell’insegnamento, la cui validità è determinata dall’ottenere risposte che non sono modificate nella  e dalla situazione, ma sono, piuttosto, modificatrici della situazione.

La programmazione dell’insegnamento avviene, dunque, attraverso insiemi di fasi, che vanno dall’esame delle conoscenze pregresse, i prerequisiti dello studente, dalla presentazione degli obiettivi didattici, alla indicazione delle modalità attuative di un compito, ai processi  di rinforzo, alle procedure valutative dei risultati conseguiti. Da qui la nascita di tassonomie per l’orientamento degli insegnanti, tassonomie che hanno influenzato metodologie didattiche e strategie di insegnamento, come nel caso della tassonomia di Bloom, adoperata nel mastery learning, modello di apprendimento scolastico ideato per acquisire la padronanza (mastery) di ogni materia.